La distanza che si è incuneata tra me e la mia felicità non era il mondo, non erano le bombe e le case in fiamme, ero io, il mio pensiero, il cancro di non lasciare mai la presa, l’ignoranza è forse una benedizione, non lo so, ma a pensare si soffre tanto, e ditemi, a cosa mi è servito pensare, in che grandioso luogo mi ha condotto il pensiero? Io penso, penso, penso, pensando sono uscito dalla felicità un milione di volte, e mai una volta che vi sia entrato *
Questa storia parla di distanze e di contatti.
Per me è sempre stato così importante toccarlo. Una cosa per cui sono vissuta. E non ho mai saputo spiegarla. Toccatine da niente. Le mie dita contro la sua spalla. I lati delle nostre cosce che si sfioravano mentre ci stringevamo in autobus. Non sapevo spiegarlo, ma ne avevo bisogno. A volte immaginavo di cucire insieme tutte le nostre piccole toccate. Quante centinaia di migliaia di dita che si sfiorano servono per fare l’amore? Perché mai la gente fa l’amore? *
Di quando si è alla ricerca di qualcosa. Di quando ci si cerca. E in entrambe i casi, non è dato prevedere l’esito della caccia al tesoro intrapresa.
Pensavo che doveva cercare quello che stava cercando, e rendersi conto che non esisteva più, o che non era mai esistito *
Di quando strada facendo s’inciampa nell’imprevisto. E allora tutto può cambiare all’improvviso.
Quante persone entrano ed escono dalla tua vita! Centinaia di migliaia! Uno deve tener la porta aperta, così possono entrare! Ma possono anche uscire! *
Di quando il contatto che cerchi puoi trovarlo altrove rispetto a quello che t’aspettavi. Basta saper guardare. Basta avere gli occhi allenati a vedere.
Di quando la ricerca ti prepara a superare quello stesso vuoto che ti ha spinto a intraprenderla.
E poi mi è venuto in mente un pensiero diverso da tutti gli altri. Era più vicino e più forte. Non so da dove è arrivato, o cosa voleva dire, se mi piaceva o no. Si è aperto come una mano o un fiore *
E ad afferrare l’essenza stessa di ciò che stavi cercando. La verità.
E una volta capito quant’è preziosa, metterla al collo per tenerla sempre vicina. Sempre sul cuore.
[* Tratto da “Molto forte, incredibilmente vicino” di Jonathan Safran Foer]